La sezione aurea: perfezione naturale in architettura

Dagli Elementi di Euclide al Liber Abaci di Fibonacci: ecco come la sezione aurea ha rivoluzionato il mondo scientifico nell’arte e nell’architettura.

  • Origini: dall’Antichità al Medioevo

Le origini di questa proporzione sono antiche, risalgono all’antica Grecia e hanno segnato intere generazioni di studiosi della storia.

La sezione o spirale aurea, anche chiamata numero aureo e menzionata per la prima volta intorno al 300 a. C. negli Elementi del greco Euclide, è un rapporto tra due numeri, pari circa a 1,618, e rappresentata graficamente dalla lettera greca phi. Rappresenta un simbolo geometrico-matematico “magico”, in quanto simbolo di perfezione e armoniosità.

Questa “spirale” è strettamente legata alla Successione di Fibonacci, ossia una serie numerica nella quale ogni numero è la somma dei due che lo precedono (1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, …), e particolarmente rilevante poiché presente in moltissimi campi della scienza e associata proprio al concetto di sezione aurea sopra citato. Leonardo Fibonacci, celebre matematico di Pisa, la introdusse nel suo famoso Liber Abaci del XIII secolo. A tal proposito, si rimanda ad un nostro articolo che affronta il tema della Sequenza di Fibonacci (qua il link).

 

Da Pacioli a Leonardo da Vinci, fino ad arrivare a Le Corbusier: le influenze della proporzione aurea colpiscono persino gli artisti.

  • Natura e architettura: due ambienti “aurei”

La flora e i geni rinascimentali ha una fattura aurea, come lo dimostrano la botanica e artisti del calibro di Leonardo e Le Corbusier.

Questo numero aureo lo possiamo ritrovare in molti fenomeni naturali, ma anche artistici e culturali. In botanica, per esempio, quando si forma un nuovo singolo organo, come una foglia, per non essere oscurato si dispone a una distanza angolare dal precedente costante e pari a circa un angolo aureo.

Il matematico rinascimentale e religioso Luca Pacioli la denominò “divina proporzione” e ne illustrò le caratteristiche in un testo del 1509 denominato proprio De Divina Proportione.

Anche il genio Leonardo da Vinci la utilizzò. Si può ritrovare infatti come canone di rappresentazione perfetta della figura dell’Uomo Vitruviano, in cui l’ombelico è posizionato in una posizione tale da determinare la sezione aurea dell’intera figura.

Nel XX secolo fu poi l’architetto svizzero Le Corbusier (1887-1965) a proporre uno schema costruttivo per le abitazioni in armonia con le proporzioni del corpo umano denominato Modulor, e basato su rapporti aurei.

 

  • E oggi? Dove possiamo trovare la proporzione aurea?

Riprodurre oggi questa geometria significa non solo recuperare un motivo storico, ma anche restituire un linguaggio simbolico che unisce bellezza, conoscenza, spiritualità e architettura.

Incantata da questo studio, la Maro Cristiani Srl ha preso spunto per creare un nuovo prodotto: il cotto fatto a mano e cotto a legna, di fattura “aurea”. Questo materiale vuole rispettare la celeberrima proporzione matematica, avvicinandosi in questo modo a tutti quei canoni che sono fondamentali per una architettura di livello e di qualità.

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