Il cotto toscano: una storia di terra, fuoco e architettura

Quando pensiamo a un pavimento in cotto, è facile immaginare un casale nella campagna toscana, una villa sulle colline, un loggiato o il pavimento di un antico palazzo. Ma il cotto è davvero un materiale tipicamente toscano?

Un legame che affonda nel territorio

Interno pavimentato con cotto

La terracotta non appartiene esclusivamente alla Toscana: la lavorazione dell’argilla è antichissima e accompagna da millenni l’architettura di molte civiltà e di numerose regioni italiane e mediterranee.

In Toscana, però, il rapporto con questo materiale è diventato particolarmente profondo. Il cotto è entrato a far parte del paesaggio, dell’architettura e della cultura materiale del territorio.

L’architettura tradizionale nasceva in larga parte dai materiali disponibili localmente. L’argilla veniva lavorata e trasformata attraverso il fuoco per ottenere pavimenti, pianelle, mattoni, tegole e numerosi altri manufatti.

Impruneta: la patria del cotto fiorentino

Parlando di cotto toscano è inevitabile arrivare a Impruneta, sulle colline a sud di Firenze.

Le caratteristiche delle argille locali e una tradizione produttiva sviluppatasi nei secoli hanno reso questo territorio uno dei luoghi simbolo della terracotta toscana. La grande tradizione del laterizio fiorentino trova una delle sue espressioni più celebri nella Cupola di Santa Maria del Fiore di Filippo Brunelleschi, costruita nel Quattrocento impiegando milioni di mattoni.

Le fornaci di Impruneta hanno prodotto nei secoli non soltanto pavimenti, ma anche mattoni, tegole, orci, vasi ed elementi architettonici e decorativi, creando un legame profondo fra materia, artigianato e architettura.

Dal casale toscano all’architettura contemporanea

mattonelle cotto
Pavimento in cotto

Il cotto è naturalmente perfetto per casali ed edifici storici, ma può trovare spazio anche nell’architettura contemporanea.

Formati, geometrie di posa, tonalità e finiture ne modificano profondamente l’aspetto. Accostato a pareti essenziali, grandi vetrate, metallo, legno o arredi dalle linee pulite, può creare un interessante contrasto fra una materia antica e un linguaggio moderno.

Un materiale che resta, mentre tutto cambia

Esterno pavimentato con cotto

Forse è proprio questa capacità di cambiare a spiegare perché il cotto continui ad attraversare epoche e stili differenti.

Cambiano le case e il modo di progettare gli spazi, mentre rimane il fascino di una superficie nata da pochi elementi fondamentali: terra, acqua, lavoro dell’uomo e fuoco.

Il cotto non è quindi esclusivamente toscano. Ma pochi materiali sono riusciti a legarsi all’immagine della Toscana con la stessa intensità.

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