Perché un pavimento può apparire diverso dal campione?
Un campione è molto utile per conoscere un materiale, ma non sempre può rappresentare completamente l’aspetto del pavimento una volta posato.
Nel caso dei materiali naturali, la variazione è parte della loro stessa natura. Nel legno ogni tavola può presentare venature, nodi e sfumature differenti; nel marmo e nelle pietre naturali possono cambiare venature, tonalità e caratteristiche della superficie; nel cotto fatto a mano differenze di colore, forma e texture contribuiscono all’aspetto complessivo del pavimento.
Anche alcuni gres porcellanati sono progettati con numerose grafiche e variazioni cromatiche per riprodurre in modo più realistico legni, marmi, pietre o altre superfici. Una singola piastrella può quindi mostrare soltanto una delle diverse grafiche presenti nella collezione.
Il campione rappresenta inoltre una porzione molto piccola rispetto alla superficie finale. Quando molti elementi vengono accostati, venature, variazioni cromatiche, fughe e formato creano un insieme che può essere percepito diversamente rispetto al singolo pezzo osservato isolatamente.
Anche la luce può modificare sensibilmente la percezione del colore e della superficie. Lo stesso materiale può apparire diverso sotto la luce naturale, con un’illuminazione artificiale calda o fredda oppure nelle diverse ore della giornata.
Per questo una certa differenza tra campione e pavimento finito non indica necessariamente che il materiale sia diverso o difettoso. È importante considerare il campione come un riferimento utile per conoscere il prodotto, tenendo presente che un singolo elemento non può sempre rappresentare tutte le variazioni che potranno essere presenti nel pavimento.

