Quadrato del Sator

“L’uomo può decidere autonomamente i lavori quotidiani che farà, il suo destino sarà deciso da un’entità superiore, Dio”

Che cos’è il quadrato magico del Sator?Quadrato magico del Sator

Il Quadrato magico del Sator è un’epigrafe di forma quadrata rinvenuta nel corso dei secoli in molte zone d’Europa, tra cui la città di Pompei, contenente cinque parole disposte su cinque righe: SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS; nel corso del tempo questa frase è stata interpretata in ottica apotropaica e religiosa.

 

L’ipotesi del legame con il cristianesimo viene rafforzata anche dalla presenza di due croci greche dissimulate: una, immediatamente visibile guardando il quadrato, composta dall’incrocio delle due ricorrenze della parola palindroma TENET sulla lettera N e l’altra costruita rimescolando le lettere presenti nel quadrato fino a formare la doppia scritta PATERNOSTER che si incrocia ancora una volta sulla lettera N. Questo secondo anagramma fa poi sì che dalla composizione finale della crux dissimulata restino escluse due A e due O, le lettere Alfa e Omega simbolo di inizio e fine a partire dall’Apocalisse di Giovanni contenuta nel Nuovo Testamento.

Dove possiamo trovarlo?

É possibile trovare il curioso quadrato magico su un numero elevato di reperti archeologici e in numerose chiese, distribuiti un po’ ovunque in Europa.
Il primo ritrovamento è avvenuto nel 1925 durante gli scavi di Pompei, inciso su una colonna della casa di Paquio Proculo, e nel 1936 su una colonna della Palestra Grande. A partire da questi ritrovamenti, il quadrato del Sator viene anche detto latercolo pompeiano. Tanti esempi sono stati ritrovati anche a Roma, nei sotterranei della basilica di Santa Maria Maggiore, a Siena sulla parete del Duomo cittadino di fronte al Palazzo Arcivescovile, in Inghilterra, nelle rovine romane di Cirencester (l’antica Corinium), in Svizzera, a Riva San Vitale, a Santiago di Compostela in Spagna e nelle rovine della fortezza romana di Aquincum in Ungheria.

A volte le cinque parole si trovano disposte in forma radiale, come nell’abbazia di Valvisciolo a Sermoneta, oppure in forma circolare come nella Collegiata di Sant’Orso di Aosta.
In Italia, la presenza della frase palindroma, in forma di quadrato, radiale o circolare, si può trovare in numerose chiese medioevali come, ad esempio, a Pieve di San Giovanni a Campiglia Marittima, la Concattedrale di Ascoli Satriano, l’abbazia di San Pietro ad Oratorium a Capestrano, le chiese di Santa Maria Maddalena in Campo Marzo a Verona e di San Michele di Pescantina, la chiesa di Santa Maria Ester ad Acquaviva Collecroce, la chiesa di San Lorenzo a Paggese di Acquasanta Terme, le abbazie di Casamari a Veroli e di Montecassino a Cassino.

L’ultima misteriosa incisione si trova a Campotosto nella Chiesa della Madonna Apparente, costruita nel XVII secolo situato lungo la strada che porta al paese, in un piccolo ambiente, chiamato anche grotta della Nunziata, di dimensioni molto contenute con un’altezza di poco inferiore ai due metri, dopo l’ingresso della Chiesa, sotto l’affresco di Santa Cecilia, ad un’altezza da terra così minima che per poterlo esaminare è quasi necessario inginocchiarsi.