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    #3211

    Affronteremo un tema molto disquisito, quello relativo all’installazione del parquet sopra un massetto radiante (più comunemente detto “riscaldamento a pavimento”). In questa sede, tuttavia, non verrà offerta una risposta univoca, ma saranno invece forniti i mezzi per giungere consapevolmente ad una conclusione personale. La prima e unica osservazione certa da fare è quella relativa alla principale qualità presentata dal legno: si tratta infatti di un materiale che modifica le proprie caratteristiche in base all’aumento o alla diminuzione dell’umidità nell’ambiente circostante. Pertanto l’unico vero nemico del legno e del nostro parquet è la variazione di umidità, non il caldo, né il freddo. Fatta questa premessa, andiamo ad analizzare la situazione che si può verificare in due case differenti, una con riscaldamento a pavimento, l’altra con riscaldamento tradizionale.

    RISCALDAMENTO A PAVIMENTO: la temperatura del pavimento non supera i 29°, né quando il riscaldamento è acceso né d’estate, quando è il sole a riscaldarlo direttamente; testimonianza di ciò è il fatto che se poniamo una mano sul pavimento riscaldato, lo riterremo freddo, perché lo è effettivamente rispetto alla nostra temperatura corporea (che è maggiore di 29°).
    RISCALDAMENTO TRADIZIONALE: i termosifoni accesi arrivano fino ad una temperatura di 60-70°. La temperatura del pavimento in questa situazione può variare, e raggiungere anche valori superiori ai 29° in corrispondenza di tubi o nelle zone sottostanti ai termosifoni stessi.
    In ambedue le situazioni il parquet non soffre, perché come dicevamo precedentemente è solo la riduzione o l’aumento di umidità nell’ambiente circostante a provocare mutamenti nella nostra pavimentazione in legno. Se fosse “pericoloso” un aumento di temperatura del nostro parquet, dovremmo essere preoccupati se qualcuno rimanesse disteso tutta la notte sul nostro pavimento in legno montato su massetto radiante (la temperatura di esso, che non supera i 29°, sarebbe sollecitata dalla presenza di un fattore ancor più “riscaldante” come l’essere umano, la cui temperatura corporea si aggira intorno ai 36°); oppure dovremmo aver già assistito, in caso di un riscaldamento tradizionale, ad un deperimento delle zone più soggette ad aumento di temperatura (come detto precedentemente, le zone sottostanti ai termosifoni, o adiacenti ai tubi dell’acqua).
    Partendo dunque dal presupposto che in ambedue i casi il parquet è “al sicuro”, si dovrà porre l’attenzione sulla quantità di umidità di cui la nostra casa dispone. Sarà basilare perciò la gestione dell’ambiente da parte di chi lo abita, che dovrà avere una serie di accorgimenti importanti per mantenere stabile l’umidità circostante; non soltanto, infatti, dovrà considerare quanto la casa è “vissuta” (fare una doccia, preparare il pranzo, sono azioni che se compiute determinano un certo aumento dell’umidità circostante, se non compiute determinano la situazione contraria), ma pensare anche all’eventuale inserimento di vaschette in ceramica per i termoriscaldatori, nel caso in cui l’ambiente dovesse risultare eccessivamente secco.

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